Palingenesi

“Qualcuno mi ha dato del puro, qualcun altro mi ha dato del combattente”

“Riesci a farli convivere?”

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“Tra il combattente e il puro sta prevalendo il puro che in ambiente ostile è destinato purtroppo a soccombere”

“Che farai?”

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“Non lo so. Prima devo capire. Aristotele con il suo “Politikòn zôon” parlava dell’Uomo come di un animale sociale, mentre prima Plauto e poi Hobbes sostenevano un brutale “Homo homini lupus”. Noi dove stiamo andando? Che direzione vogliamo prendere?”

“Secondo te sono i burattinai a volere ostilità e conflitto oppure questi sono insiti nell’Uomo, in lui connaturati?”

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“È una bella domanda. Oggi ormai sappiamo per certo che l’Uomo nasce predisposto alla relazione, si tratta solo di decidere cosa fare e come fare, non più se è vero o meno. D’altra parte nemmeno gli strateghi della cosiddetta “Arte della guerra” sono mai stati tutti dello stesso parere”

“Puoi spiegarti meglio?”

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“Sun Tzu parlava di vittoria che rispetti l’umanità del nemico rendendo così inutile un ulteriore conflitto, che la miglior vittoria è quella ottenuta senza combattere quando cioè “l’avversario si arrende di sua propria iniziativa”.  Carl von Clausewitz invece parlava di guerra come atto di forza per ridurre l’avversario al nostro volere”

“È meglio andare a scuola da Sun Tzu o da Carl von Clausewitz?”

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“Ogni giorno è una lotta ad ogni episodio: una parola, una valutazione, un sorpasso, un posto in coda, un parcheggio. Poi capita che qualcuno ti sorride benevolmente e ti chiedi come mai. Dobbiamo riflettere”

“E decidere cosa? Quale evoluzione ha avuto l’Umanità se siamo diventati conflittuali ad ogni episodio, se il culto del corpo ha oscurato l’Anima?”

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“C’è un pensiero dogmatico e un pensiero critico. È venuto meno il secondo e quindi la capacità di discernimento”

“Cosa può succedere?”

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“Può succedere che il confine tra il bene e il male si faccia sempre più sfumato e per discernere si debba arrivare al male assoluto”

“Abbiamo cambiato modo di pensare?”

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“Forse non siamo più noi a pensare. Siamo troppo immersi per chiederci se c’è qualcosa fuori e cosa sia”

“Quindi la società dei consumi ci ha addomesticato?”

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“Sarebbe bello che ciascuno diventasse un riflettore per gli altri. È necessario far luce, fare in modo che chiunque veda con chiarezza per poter tornare a pensare”

“Potremo così tornare a governare noi stessi, a riappropriarci del nostro futuro, ad essere padroni del nostro destino?”

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“Hanno voluto accelerare l’orologio, il tempo corre veloce. Noi possiamo però esserne i piloti, altrimenti rischiamo di vivere la vita di qualcun altro. Se non altro proviamo a cavalcarlo.

“Credi sia possibile che Kairos prevalga su Kronos?”

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“Ci sono tanti modi di vivere nel Pianeta. La felicità e l’infelicità le trovi ovunque. Per chiunque la felicità allo stato attuale dipende dallo stato precedente: prevale la memoria a breve termine”

“Possiamo dire che l’Occidente è saturo e non sa più cosa volere?”

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“Siamo passati dalla cultura dei bisogni alla cultura dei desideri da soddisfare e ora non sappiamo più cosa desiderare”

“Inoltre l’Ego degli occidentali è molto marcato e ben radicato. Dico bene?”

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“È l’Anima felice a renderci felici. Possiamo ancora rinascere dalle nostre ceneri come la mitologica Fenice”

“Ne sei convinto?”                                              

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“Se siamo autentici e quindi liberi, siamo capaci di relazioni armoniche nelle quali il dono è senza compenso, la reciprocità sprigiona energia creativa e possiamo finalmente ricomporre il nostro frammento di infinito con quello degli altri. Le grandi persone si riconoscono dai piccoli gesti”

“Certo che non è facile. Speranza o certezza?”

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“Possiamo cadere e rialzarci subito. Possiamo cadere e rialzarci con le ossa rotte. Possiamo faticare a rialzarci e imparare a conoscere la nostra vulnerabilità. Se non impariamo a capirla, la vita può essere devastante ma, se vogliamo, può essere meravigliosa”

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