Solitudine moderna

“Vorrei tornare a casa, tornare nella mia città”

“Perché lo vuoi fare?”

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“Perché non mi resta altro da fare. Ho vissuto troppo tempo in una città che non sento mia”

“Pensi di trovare quello che cerchi?”

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“Non so, forse cerco una connessione, un porto sicuro. Ritrovare luoghi familiari, riaprire un discorso interrotto, far fiorire un ramo divenuto secco. Credo esista il posto dell’anima, lo sto cercando”

“Un luogo fisico?”

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“Non necessariamente”

“Forse quando l’anima è nel suo vestito?”

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“Sì, forse è quello che sto cercando”

“Io, per la mia esperienza, ti posso dire di aver conosciuto gente che viaggiava in continuazione. Tra un viaggio e l’altro non riusciva a darsi pace, ad essere serena”

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“Posso capire”

“Devo dirti che ci vuole coraggio ad entrare nel “sancta sanctorum”. Senza che lo cercassi, ho avuto occasione di avvicinarmi alla casa dove sono nata e, in altri momenti, all’aula della scuola che ho frequentato da ragazza. Non ho mai varcato la soglia, temevo che le immagini fissate nella mia mente e nel mio cuore svanissero all’improvviso”

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“Ho ricordi nitidi di emozioni forti e di sentimenti intensi che nel tempo hanno costruito quello che io sono oggi. Voglio provare ancora quello stato d’animo, quelle sensazioni”

“Capisco e ti ammiro”

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“Grazie, forse mi sopravvaluti. In realtà cerco una soluzione perchè mi sento solo. Solitudine non dovuta ai pochi messaggi che ricevo, in gran parte richieste a fronte di bisogni oppure offerte del gestore telefonico. Se volessi ricevere tanti messaggi sarebbe sufficiente parlare di banalità. Solitudine interrotta da squarci luminosi quando incontro persone che si aprono, si confidano con me e si fidano di me”

“La vita di oggi porta a costruire rapporti “a distanza”, frammentari e difficili, tra persone in continuo spostamento. E’ forse per questo che si sente il bisogno di essere ascoltati”

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“Non dobbiamo però pensare che con l’ascolto tutto diventi magicamente bucolico”

“Ostilità, estraneità, indifferenza e cinismo sembrano più facili, funzionali, redditizi”

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“Forse abbiamo timore di guardare in faccia la realtà così com’è, di chiamare le cose con il loro nome, come se poi non ci pensasse la vita a farlo, a volte anche in modo brutale”

“Rimane la forza straordinaria della comprensione e della collaborazione solidale tra persone. Ora però parlami di questa solitudine che ti addolora”

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“Solitudine e altro: questa fretta, questa impazienza, questa ansia di fare presto che ci porta a divorare il presente. Così incontriamo persone, crediamo di conoscerle e ce ne liberiamo subito con un giudizio. Sembra ormai imprescindibile, più forte di noi. Almeno cerchiamo che il giudizio non diventi verdetto definitivo”

“Allora penso che, per tornare a casa, sia necessario riprendere il cammino senza porsi la domanda su cosa si troverà all’arrivo perché dipenderà da noi e dagli incontri che faremo lungo la strada. Sarà sicuramente un buon viaggio”



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