
“Succede a volte di conoscere una persona per motivi anche banali”
“Un giornalaio, una cassiera, un idraulico, una sarta?”
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“Sì, a volte anche appartenenti a “mondi” completamente diversi dal nostro. Si comincia a parlare, il discorso si fa più fitto, più penetrante. Le persone imparano a conoscersi”
“Nasce un’amicizia?”
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“Non necessariamente. Se c’è rispetto e apprezzamento reciproco non è necessario etichettare. È quello che è”
“Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci ripari qualcosa di rotto. C’è una sartoria per il corpo e c’è una sartoria per l’anima”

“Ci sono attimi di gioia immensa, indescrivibile. Senti di non aver bisogno di altro. Se hai la fortuna di poterli catturare è come se l’infinito ti attraversasse e per un istante fosse tuo”
“È un privilegio che ci viene concesso”
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“Capiamo le cose quando siamo messi sotto dalla vita”
“Il male attira perché ha un fascino perverso, può vincere qualche battaglia ma non vince mai la guerra”
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“Indubbiamente la vita non è facile”
“E io non mi sento attrezzata ad affrontarla. Forse non lo sono mai stata”
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“Problemi che vengono da lontano o nuove fragilità?”
“Non so, forse mi spaventa la strada dritta in mezzo al deserto”

“Confini netti, certezze che non hai o non hai più?”
“Mi disorientano, temo le certezze collettive. Voglio coltivare una coscienza personale che si confronti con il bene e con il male”
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“La banalità del male che blandisce”
“È come se piano piano sprofondassimo senza accorgercene trovando le ragioni per convincere noi stessi che non è così”
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“La dimensione dell’essere prima di quella del fare?”
“Forse ci identifichiamo troppo con quello che facciamo, dimentichiamo noi stessi per interpretare personaggi che ci sentiamo in dovere di indossare”

“Come in uno specchio non sappiamo più riconoscere qual è l’originale?”
“È pur vero che la luce filtra sempre”

“Dobbiamo solo cercarla”
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