
È la sofferenza che fa da spartiacque tra ciò che crediamo di essere e ciò che realmente siamo
La vita umana rimane un mistero incastonato tra la nascita e la morte, eventi che sono un parto: da una condizione precedente ad una successiva. In entrambi c’è mancanza di conoscenza su ciò che accade, in entrambi c’è sofferenza. In entrambi c’è la possibilità di far fiorire bellezza oppure di chiudersi nella tristezza
Quale sarebbe il senso della vita terrena se venissimo dal nulla per poi tornare nel nulla?
Se non troviamo risposta a questa domanda, il senso possiamo darlo noi nel modo in cui viviamo gli incontri che la vita ci presenta
Sterile è la disputa su quali siano i limiti della ragione umana. Sicuramente nei secoli è andata dilatandosi e più si è espansa e più abbiamo scoperto l’esistenza di nuovi orizzonti prima inimmaginabili. Siamo convinti che prima o poi arriveremo a dare una risposta a tutte le domande e a svelare ciò che ancora definiamo mistero, ma dovremmo chiederci se questa dilatazione convergerà oppure divergerà fino a renderci consapevoli della nostra finitezza che aspira all’infinito, irraggiungibile con le nostre forze e ineffabile
Sterile è anche il nobile tentativo di cercare le origini della coscienza umana usando sempre gli stessi strumenti della ragione. Forse dovremmo cambiare prospettiva, un altro modo di vedere e di sentire ciò che ci circonda riconoscendo il mistero che ci avvolge
Non siamo padroni ma custodi del nostro corpo, siamo responsabili per come e dove dirigiamo la nostra anima
Come avrai notato, caro diario, all’interno delle riflessioni non ho usato lettere maiuscole per un principio di non invadenza e di rispetto per altri modi di pensare. Lasciamene una sola riportando una frase non mia che trovo illuminante:
“L’anima è là dove si intersecano la creazione e il Creatore, quel punto è l’incrocio dei bracci della santa croce”

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