Vanità

“Si può parlare di idee, di accadimenti, di chiacchiere sulle persone”

“Dipende quanto vogliamo elevare il livello delle nostre conversazioni, di che cosa vogliamo occuparci”

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“L’etimologia di intelligenza è: capacità di capire al di là delle apparenze e di comprendere le correlazioni. Da tempo ormai è nota la sua molteplicità di forme, risultato dell’associazione tra abilità cognitive e abilità emotive”

“Come vogliamo alimentarla, come vogliamo svilupparla?”

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“Si sa che il nostro cervello cerca continuamente un equilibrio tra plasticità e stabilità. Cambiamento e stabilizzazione. Gli eccessi lo danneggiano”

“È noto che questo avviene soprattutto nell’infanzia”

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“Le ricerche delle neuroscienze ci dicono che, in condizioni favorevoli, c’è plasticità cerebrale anche in età adulta”

“Quindi per tutta la nostra vita?”

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“Diciamo di sì, nelle giuste condizioni e con alcuni vincoli”

“Che dire nei casi di patologie, comprese quelle di tipo post traumatico?”

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“C’è un moderato ottimismo e tanto lavoro di ricerca”

“Sappiamo bene che cervello equilibrato è sinonimo di benessere”

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“A proposito di sapere, si diceva che sapere è potere”

“Qui però è bene distinguere tra poter essere e poter fare”

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“Chiedilo a quel manager esodato, diventato un vagabondo senza tetto”

“Se “poter essere” diventa vanità, quelle circostanze te lo fanno capire”

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“Se l’apparenza è elevata a sostanza, allora l’autocompiacimento, la superficialità, la superbia diventano i nuovi valori”

“Vanità. L’aggettivo vano significa vuoto ma anche inutile”

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“Sull’inutilità della vita qualcuno costruisce la propria vita”

“Salvo quando la vita ti mette in un angolo o ti fa imboccare un vicolo cieco”

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“Mi fai ricordare una storia”

“Quale?”

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“Quella di un uomo di successo a cui un giorno cadde il mondo addosso. Aveva sacrificato tutto per la carriera e quando gli fu diagnosticato un cancro si trovò improvvisamente solo con se stesso”

“E cosa gli capitò?”

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“Scoprì un mondo diverso, a lui sconosciuto. Ciò che prima aveva sempre disprezzato gli diede forza e speranza. La compagnia limpida e sincera, compassionevole e gratuita di un reietto della società lo sostenne condividendo “quel poco che tanto contava” nella loro condizione. Una semplice parola unita ai fatti vale più di tanti pronunciamenti e di tanti discorsi di circostanza, anche più di tante utopie”

“Una scala di valori diversa. Un modo diverso di vivere, un modo diverso di affrontare la realtà. Più semplice e al tempo stesso più profondo perché coglie la vita nella sua vera essenza”

In tutt’altro contesto. Conversazioni con tutt’altro tipo di contenuti.

“Ti piace nuotare e non hai il mare vicino? Perché non vai in piscina?”

“Temo di sciupare i capelli, tengo molto all’apparenza”

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