Sottosopra

“Ti aggiri per la città, vedi un murale e ti fai delle domande”

“Già oggi tra Umani non ci capiamo, figuriamoci tra qualche anno cosa sarà: finiremo per non capirci del tutto”

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“Questa situazione può essere figlia del cosiddetto relativismo etico?”

“Non so. Di relativismo e nichilismo ci riempiamo la bocca ma non passiamo ai fatti”

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“Intanto leggo una notizia dal titolo: “Bambini su Youtube: identikit e ricavi delle webstar più amate”. Cosa ne pensi?”

“Penso che possiamo parlare di società rovesciata”

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“Nel senso che ora, al posto degli adulti, sono i bambini a decidere quale tipo di società costruire. Coscienti o meno, con le loro scelte ludiche indirizzano le grandi Corporations commerciali che condizionano la vita di tutti tramite l’influenza psicologica del loro marketing”

“E ancora non sai che stanno per commercializzare televisori verticali su misura per i Millennials, viste le loro scelte riguardo ai Social”

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“Però, che siano i bambini ad avere in mano la leva del comando qualche turbamento me lo provoca. Per il mondo dei giovani e degli adulti, invece, conosciamo già il dilemma se sia il marketing a far nascere i bisogni o se si limiti a soddisfarli”

“Intanto, a proposito di bisogni soddisfatti, c’è chi propone il “996” spacciandolo per felicità: lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera per 6 giorni su 7”

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“Meno male che con l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale gli occupati avrebbero tutti lavorato di meno: di fatto si lavora di più e ci fanno credere che questo sia positivo per la nostra autorealizzazione”

“Gli esperti dicono che come scompaiono alcuni mestieri, quelli più ripetitivi, compaiono nuove professioni. Poi però risulta che queste ultime sono quasi tutte nell’informatica specialistica di alto livello, soggetta a veloce obsolescenza”

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“Che dire dei mestieri artigianali che nessuno vuol più fare?”

“Forse non pensiamo e non agiamo più con misura, secondo misura. Come detto dai Greci: “Katà Métron”, alla ricerca del buon governo di sé per vivere bene”

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“Quando poi si viene a sapere dalla cronaca che un bimbo di dieci anni scientemente cerca il suicidio, dovremmo tutti farci delle domande”

“La speranza, la passione, la curiosità ci tengono vivi. Si spegne in noi la vita quando smettiamo di sperare, di provare passione e di essere curiosi. Gli adulti nascondono bene, i bambini sono più diretti e pagano più degli adulti per la loro sensibilità”

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“Vince il male quando smettiamo di fare il bene, quando siamo apatici”

“Bisogna ammettere che si parla tanto di villaggio globale e non riusciamo a convivere in un villaggio locale”

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“Diventa imbarazzante vivere in una realtà in cui tutti si guardano da tutti e spesso la prima reazione è aggressiva. Una realtà in cui non riusciamo a integrare le persone nel tessuto sociale, c’è tanto denaro che circola ma difficilmente lo mettiamo a profitto per le cose che servono veramente”

“Forse non pensiamo più a colori e ai colori o, forse, non riusciamo più a creare composizioni colorate che siano belle. Volendo si può”

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