Autorità

“Era prevedibile che si sarebbero inventati qualcosa di nuovo per prevenire la crisi che prima o poi sarebbe arrivata”

“Già, perché gli psicologi da tempo sono scesi in campo per allertare riguardo ai rischi connessi ai videogiochi”

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“Frenesia, dipendenza, ossessione, eccesso di reattività agli stimoli a scapito della concentrazione”

“Ma c’è lo sviluppo della strategia, ci sono i giochi di ruolo”

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“Sì, tutto il resto però può portare a devianze e patologie”

“E allora cosa è nato?”

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“Una nuova moda: lo “slow gaming”, i videogiochi che ti danno del tempo, non hanno fretta, ti aspettano”

“Così possono giocare tutti, grandi e piccoli, senza avere rimorsi, ansie o preoccupazioni per le conseguenze psicologiche”

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“Qualcuno si prenderà ferie per provarci con calma”

“Del resto, con i videogiochi tradizionali c’è sempre stato il dubbio se l’aggressività venisse scatenata o sublimata, qui neppure quello”

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“Ma qui l’idea geniale è togliere di mezzo la competizione e l’accumulo, viene privilegiata l’avventura. Non mancano stimoli per lo sviluppo della strategia, improvvisi capovolgimenti di fronte alternati a periodi di relativa quiete. Quasi una scuola di vita”

“E l’idea geniale cosa porta?”

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“Conquista nuove fasce di mercato con un prodotto pulito e stimolante”

“Niente male”

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“Concordo. C’è un solo problema o, meglio, una domanda”

“Sempre domande”

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“Sai, ci sono ancora persone che fanno domande a se stesse e agli altri”

“Sono qui ad ascoltarti”

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“Perché cerchiamo nel virtuale ciò che possiamo vivere nel reale?”

“Perché nel virtuale c’è rischio zero e divertimento garantito”

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“Ma è come essere sempre in allenamento e non giocare mai la partita”

“Però sei sempre pronto a giocarla”

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“Facciamo che una mattina il tuo assistente virtuale ti sveglia e augurandoti una buona giornata ti chiede: “Padrone, oggi scegli l’opzione vita virtuale o l’opzione vita reale? Ricorda però che la seconda scelta comporta rischi”. Quale decisione prenderesti?”

“Cos’è, una simulazione di futuro?”

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“Beh, allora prova a immaginare che, invece di farti scegliere, sia prevista per default la modalità virtuale, automaticamente”

“Cioè fortemente consigliata?”

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“Anche senza evocare o scomodare famose fiction, potrebbe essere un semplice “nudging”, un velato condizionamento, che lentamente si insinua generando un pensiero unico. Le persone senza accorgersene si adeguano soddisfatte, rinunciando un po’ alla volta alla propria libertà. Omologati, sorvegliati e contenti”

“Ho capito che vuoi entrare in un tema delicato”

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“Un’autorità, riconosciuta come tale, cosa potrebbe indurre a fare quando chiedesse di oltrepassare i limiti etici che ciascuno di noi ha? Fin dove potremmo arrivare, fin dove potremmo spingerci per obbedienza?”

“Ti riferisci alla Notte dell’Umanità? Pensi agli esperimenti psicosociali che si sono succeduti in tempi più recenti?”

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“Voglio solo dire che non impariamo mai abbastanza dal nostro passato, studiamo Storia ma non apprendiamo”

“Ora però dammi speranze. So che puoi farlo”

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“Volentieri. Sai che io le mie energie preferisco spenderle nella vita concreta. Cerco di vivere con fantasia e immaginazione perché l’emozione vera è lì, non c’è rivincita, ti giochi tutto in quel momento. La gioia e il dolore sono unici e irripetibili. Solo lì puoi conoscere la bellezza. Solo da lì puoi ripartire con la tristezza nel cuore per riprovarci. Quando ci riesci, la gioia è ancora più grande. Più grande di ogni altra”

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