Commercio

“Se oggi volessimo parlare di Mercato dovremmo distinguere. Non credi?”

“Penso tu ti riferisca a quello tangibile con una connotazione geografica”

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“Sì, in effetti quell’altro viene citato al plurale: “I Mercati finanziari”, come piace ai più”

“È così. Già da tempo sono piatti o poco mossi e si parla ormai di stagnazione che assumerà forse proporzioni secolari o forse no”

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“Forse bisogna oltrepassare la linea dell’orizzonte e tornare a quello che sappiamo e possiamo fare con la nostra testa e con le nostre mani. Ancora una volta l’immaginazione ci aiuterà, purché la tecnica rimanga uno strumento al nostro servizio e non un idolo da cui dipendere”

“Era per questo che parlavo di Mercato e pensavo ad altri tempi, quando i commercianti erano esploratori lungo la Via della Seta o quando bastava una stretta di mano e il contratto era “firmato” anche senza carta e penna”

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“Allora però la società era diversa”

“Sicuramente ci si basava sulla fiducia”

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“Si diceva: “È un uomo d’onore” o “È un uomo tutto d’un pezzo”. Vero?”

“Certamente un altro mondo, non necessariamente migliore. Oggi possono dirti che sei una bella persona lasciando intendere che si tratta di un complimento, anche se poi affascinano di più i furbi”

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“Fatto sta che non sappiamo più chi siano i commercianti, tanto che entro breve a scaricarci gli acquisti in casa sarà un drone. Non dovremo più scomodarci di uscire, di aprirci al mondo, di relazionarci con gli altri. Forse diventeremo autoreferenziali, convinti di essere depositari della verità”

“Forse anche no. Possiamo uscire dalla “Comfort Zone” del piccolo piacere quotidiano che quieta l’ansia, addormenta i sensi e sembra risolvere i problemi esistenziali”

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“Beh, sappiamo di essere un impasto di bene e di male ma non siamo obbligati ad accettare la visione del mondo come un palcoscenico dove la natura fa da sfondo immutabile, da stato di necessità, il cui unico scopo è la propria sopravvivenza e noi marionette al suo servizio”

“Che la Vita abbia senso o meno non spetta a noi stabilirlo, visto che ad oggi conosciamo solo il cinque per cento del nostro Universo, il quale a sua volta potrebbe essere uno dei tanti Universi nel cosiddetto Multiverso”

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“Vero. Se so di non sapere, con quale diritto io, piccolo grande Uomo, posso affermare: “È così” e non lasciare uno spazio facendo un passo indietro, con grande umiltà e rispetto nei confronti di ciò che è sicuramente più grande di noi?”

“A questo punto, se anche la Vita non avesse senso, potremmo essere noi ad attribuirglielo e forse non avremmo vissuto da illusi ma semplicemente da persone che hanno speso bene la propria vita”

“Tanta bellezza può andare sprecata?”

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