Intelligenza artificiale

“Possiamo affermare che l’Antropocene sia l’Era Digitale?”

“A dirla tutta, le due epoche prescindono l’una dall’altra ma è pur vero che si sovrappongono temporalmente. Stiamo vivendo una rivoluzione basata sulla tecnologia che sa di insurrezione contro il mondo analogico del secolo scorso, caratterizzato da devastanti piaghe che hanno afflitto l’Umanità”

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“Quindi la rubrichiamo alla voce “Rivoluzione”?”

“Diciamo che ne siamo consapevoli e molti ne sono orgogliosi al limite del fanatismo come in tutte le Rivoluzioni, ritenendo questo “il mondo nuovo”, fortemente voluto e non subìto, non una degenerazione del sistema bensì una naturale mutazione nella lotta per la sopravvivenza della specie”

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“Ma siamo sicuri che sia proprio così? È tutt’oro quello che luccica?”

“Beh, a dir la verità anche i più convinti assertori di questa linea di pensiero sostengono che i principali destinatari e attori, i cosiddetti “nativi digitali”, dovranno comunque aggiustare il tiro, correggere la rotta”

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“In che senso?”

“Nel senso che per governare il timone ci vuole equilibrio, esperienza, saggezza, cultura. Una formazione completa da Uomo del Rinascimento”

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“Allora torna in campo il dibattito su che cos’è cultura?”

“Se filosofia è amore per il sapere cioè ricerca della conoscenza, della verità, del senso della vita, in estrema sintesi potremmo dire che cultura è ciò che consente la capacità di discernere quindi, in ultima istanza, è ciò che consente la ricerca della felicità”

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“Anche a te sembra che gli addetti ai lavori abbiano dubbi?”

“Certo. Diciamo che il mondo della tecnologia si sta rendendo conto che non si può solo costruire e poi semmai sistemare e correggere a posteriori ciò che non va, perché è dimostrato che così non funziona”

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“Cosa accade in concreto ad esempio per l’Intelligenza artificiale?”

“Come sappiamo, l’Intelligenza artificiale è nata per apprendere da ciò che la circonda con lo scopo di aiutare l’uomo, arrivando in alcuni casi anche a prendere decisioni autonome. I cosiddetti “Sistemi esperti”. È inevitabile però pensare ai rischi connessi allo sviluppo attuale e futuro di questa nuova tecnologia e le preoccupazioni di un uso distorto sono fondate” 

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“Alle parole fanno seguito i fatti?”

“I tempi sembrano maturi per una regolamentazione a livello mondiale dell’Intelligenza artificiale. Si sono accorti che le implicazioni sociali a livello etico e giuridico sono come una bomba ad orologeria”

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“Possiamo dire che tutto il mondo tecnologico è in fermento, quasi in fibrillazione, da Nuovo che avanza sempre più velocemente e trasforma radicalmente il nostro modo di vivere?”

“Sì, pensa alla realtà aumentata e alla realtà virtuale, solo per fare degli esempi”

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“Oppure?”

“Pensa agli esperimenti dell’Università del Michigan su computers grandi come un granellino di sale impiantati nel corpo umano per diagnosi medica e telecontrollo di dispositivi. Pensa ai prototipi dei computers quantistici. Pensa agli arti bionici capaci di avere sensibilità termica e tattile”  

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“C’è altro?”

“Beh, volendo ci si mette anche la Fisica con il “Teletrasporto quantistico”, il fenomeno del cosiddetto “Entanglement quantistico”, con il quale peraltro si trasferiscono informazioni, non materia. Ciò però ha suscitato l’interesse mediatico come se si fosse scoperto il teletrasporto delle persone”

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“Siamo pronti ad affrontare tutto questo?”

“Francamente non lo so. Da un’indagine di un autorevole quotidiano americano risulta che l’attuale stile educativo dei figli può essere dannoso per il futuro delle prossime generazioni. Le cause: eccesso di stimolazione, mancanza di libertà, ansia da prestazione e predominio del modello imprenditoriale. C’è ansia da retrocessione sociale. I genitori sono esausti e pieni di sensi di colpa e la loro presenza ossessiva non porterebbe reali benefici, anzi sarebbe deleteria per il bene dei figli”

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“D’altronde quella occidentale è certamente una società che tende a premiare l’individuo, spesso a scapito della collettività. Vero?”

“Sì e quindi probabilmente c’è la preoccupazione che i figli restino disoccupati o peggio ancora che presto vengano dichiarati superflui o ridondanti, quindi rifiuti della società cioè “junk people”. È la società “liquida”. Con un trasferimento in “outsourcing” delle attività e un conseguente “downsizing” del personale non ci sarebbe più bisogno di loro. Tale preoccupazione conduce i genitori a cercare quello che si crede “il meglio” per i propri figli anche se questo purtroppo non sempre coincide con le loro caratteristiche, le loro attitudini e le loro vere aspirazioni”

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“Quindi tutto questo entusiasmo intorno alla Rivoluzione digitale?”

“Io tornerei al tema forte della cultura e del pensiero critico perché vogliamo interpreti, non solo esecutori, altrimenti rischiamo di diventare un Gigante dai piedi di argilla”

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                      “Il sonno della ragione genera mostri” (Goya)

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