L’attenzione

“Da recenti studi risulta che la nostra capacità di concentrazione, prima di essere distratti, dura ormai appena otto secondi e la mole di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno è almeno mille volte più grande della nostra capacità di elaborarle”

“Sapevo che nel “multitasking” non c’è simultaneità ma solo uno stressante passaggio frenetico da un’attività all’altra. Siamo proprio ridotti così?”

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“Sì. Otto secondi di “Attention span”, quindi si tratta di attenzione”

“Come potremmo definire l’attenzione?”

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“L’attenzione è stata definita come generosità allo stato puro. Si sospende ogni attività per lasciare spazio all’altro o per lasciar spazio ad altro”

“Piuttosto raro oggi”

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“Beh, abitare il silenzio per lasciare spazio ad altro può essere fonte di benessere personale, può curare le ferite dell’anima, può liberarci dal superfluo”

“Può quindi aprirci all’altro?”

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“Certo, dipende da noi se vogliamo entrare in relazione con l’altro oppure se vogliamo usare la relazione con l’altro. Le grandi persone si riconoscono dai piccoli gesti, piccoli solo in apparenza. Uno di questi è lasciare spazio all’altro, dare attenzione, dare importanza. Quindi spegnere telefoni, computer e ascoltare. C’è un tempo da vivere più che un tempo da rispettare. C’è sempre un “dopo” a cui rinviare cose meno importanti”

“C’è gente disposta a farlo?”

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“Dobbiamo pensare che sono importanti l’identità personale e l’identità di gruppo per il senso di appartenenza, però senza scambio non c’è vita”

“Possiamo allora sperare in una società nella quale ci siano dei confini ma questi siano permeabili allo scambio?”

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“Certamente, è necessario oltre che auspicabile”

“Come preparare il terreno?”

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“C’è un diffuso senso di inadeguatezza causato da falsità vendute come vita reale, una vita perfetta impossibile da raggiungere. Non crediamo più nelle nostre capacità. Siamo vittime di un processo perché non riusciamo a governarlo. Recitiamo una parte e ci viene assegnato un ruolo che diventa la nostra identità”

“Dobbiamo allora ritrovare consapevolezza?”

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“Se il denaro da mezzo è diventato un fine, se possiamo dire che non siamo più dentro ad un sistema di profitto bensì siamo il profitto stesso, se gli Influencers creano Social Addicted e se abbiamo svenduto la nostra libertà in cambio di identità non nostre, allora è giunto il momento di svegliarsi”

“Si dice che il problema non è mai lo strumento ma l’uso che se ne fa”

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“Sicuro. È la tecnica ad averci condotto fuori dal buio della notte fino ai giorni nostri. Ora la chiamiamo tecnologia ma l’obiettivo deve essere sempre lo stesso: farci vivere meglio di prima usandola in modo consapevole per il bene della collettività”

“Affacciandoci dal balcone vogliamo ancora stupirci delle meraviglie”

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