
Un mondo dove rispetto e reciprocità siano un’abitudine.
Dove bontà e generosità siano spontanee, non indotte da un buonismo che sa di ipocrisia
Dove le regole siano al servizio delle persone, non le persone al servizio delle regole
Dove usi, costumi e comportamento siano una libera scelta rispettosa degli altri, non una costrizione
Dove la scala sociale sia senza gradini e ognuno possa esprimere il meglio di sé senza bisogno di apparire diverso
Dove l’incontro e il confronto migliorino le persone alla ricerca del bene collettivo e individuale
Dove la ricchezza non sia un male ma una responsabilità
Dove la competizione sia: pronti via, vinca il migliore, ad armi pari
Dove i bimbi possano crescere giocando liberamente, fermandosi solo quando il troppo ridere può diventare piangere
Dove l’amore tra due persone sia altruista

Dove la cifra di una vita sia la vita stessa: un libro aperto
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