
“Ma è proprio sempre necessario sovrastare gli altri per affermarsi?”
“Forse perché si sente il bisogno di classificare per distinguersi e quindi discriminare. Così si creano delle barriere e delle separazioni per poter poi dire: “Io sono di qua e tu sei di là”. Forse crediamo che questo ci faccia stare meglio”
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“Una volta mi è capitato di sentire un colloquio tra un capo e un collaboratore in cui il capo, rivolgendosi con fare sprezzante, faceva capire che il suo tempo era più prezioso e quindi di porre attenzione a disturbare il meno possibile”
“Immagino che l’altro fosse rimasto basito, umiliato e subisse. Sai com’è, il capo può farti un buffetto sulla guancia, tu a lui no”
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“Questo genere di male è piuttosto diffuso, credimi”
“Ne sono convinto. Si comincia fin da piccoli a discriminare in base al tipo di scuola frequentata o in base alle amicizie oppure alla provenienza, città o famiglia che sia. Si distingue tra Serie A, Serie B, forse anche Serie C”
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“Da dove viene questo bisogno di affermazione fino alla supremazia?”
“Forse l’allargamento del ceto medio ha prodotto un effetto collaterale negativo che porta le persone a volersi distinguere dalla massa”
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“Potrebbe essere il motivo per cui si discute sul primato del curriculum di studi: cultura classica, scientifica, tecnica, professionale”
“Certamente più ne so e meglio vivo. Si vive male senza poesia, arte, musica, logica, fantasia ma anche senza concretezza. Una persona teorica avrà sempre bisogno degli altri se non sa cambiare una lampadina o attaccare un bottone. Una persona pratica che non sa parlare di poesia o non si ferma a guardare un tramonto perderà sempre buone occasioni per gustare la vita”
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“Vero. Pensa che all’inizio del Medioevo si volle distinguere tra Arti liberali e Arti meccaniche e, tra le Arti liberali, si fece l’ulteriore distinzione tra Arti del Trivio e Arti del Quadrivio”
“Ma allora le classi sociali erano definite”
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“L’etimologia di matematica è scienza, conoscenza, apprendimento. Oggi potremmo affermare che è una lingua, la lingua che descrive l’Universo e le sue leggi. Come tale ha una “grammatica” che sono le procedure e una “conversazione” che è il problem solving. Ecco allora che le differenze tra discipline umanistiche e scientifiche si sfumano”
“La vera cultura non ha bisogno di distinzioni”
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“Ma allora, dico io, ha senso stare perennemente nell’agone quando possiamo stare al di sopra? C’è un punto panoramico in una zona di montagna dove si vede dall’alto tutta la valle che poi sconfina dietro un monte e lascia presagire cosa ci sarà dopo. Lascia il pensiero libero di vagare, di immaginare, di liberarsi dalle angustie del quotidiano”
“Guardiamo dall’alto, guardiamo in alto. Tutto ci sembrerà più bello”
