Vulnerabilità

“Prova a salire là dove il confine tra cielo e terra è netto, dove il verde cede il posto alla roccia, dove la roccia si staglia nel cielo e il tuo passo si fa pesante per la fatica e leggero per la gioia, il cuore batte negli orecchi e la tua anima è un passo avanti a te”

“Posso immaginare. Oggi però si sente parlare di passioni tristi”

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“Tristi o ricche di speranza si tratta comunque di passioni”

“Esistono ancora?”

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“Forse siamo assuefatti, in uno stato di atarassia da appagamento”

“Ci danno tutto, basta pagare. Del caso restituisci. Soddisfatti o rimborsati”

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“Possiamo comprare anche le passioni? Quelle calde sono passate di moda. Trovi più facilmente quelle fredde, conflittuali, a volte violente”

“Attraverso oggetti e simboli ci veicolano paradigmi comportamentali insostenibili e intanto cresce la percentuale di persone che fanno uso di psicofarmaci. È così che pensiamo di affrontare le difficoltà della vita e di lenirne le angosce?”

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“Panem et circenses?”

“Certo. L’importante è non esporsi troppo, non esporsi personalmente”

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“Perché viene considerato un segno di debolezza?”

“Sì. Essere vulnerabili non è previsto nel modello standard, salvo quando ti chiedono espressamente di manifestare apertamente le tue emozioni in diretta TV, a comando, in modo da far commuovere chi ti sta guardando”

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“Quindi arrabbiarsi per la squadra di calcio va bene perché aumenta l’audience e l’aggressività, oltre agli introiti, mentre è meglio non essere coraggiosi nei sentimenti perché esponendosi si può diventare fragili e si rischia di sfigurare”

“Dare aiuto e accettare aiuto sono comportamenti nobili. La solidarietà e il mutuo soccorso generano ben-essere ma, siccome creano un’economia di scala, danno un po’ fastidio. L’individualismo produce più consumo, anche per compensazione, ed è più facilmente aggredibile sotto il profilo commerciale, quindi è più gradito”

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“Le maschere dietro alle quali ci nascondiamo tutti i giorni, in una specie di orgia carnevalesca continua, sono invece il vero segno di debolezza. Segno di povertà interiore”

“Così nasce il bisogno di possedere”

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“Burattini comandati dal giudizio e dai condizionamenti”

“Questo però non lo si vuole sentire. Si preferisce cambiare discorso”

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“Una cosa è sicura. Trovi persone che sono interiormente libere pur vivendo costrette da vincoli fisici, come trovi persone prigioniere dei propri incubi nel bel mezzo della folla in una piazza”

                “C’è il Sole sopra la nebbia. Godiamoci lo spettacolo”

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