Giorni

“Ciao, sono venuto da te perché non saprei a chi altro rivolgermi.

Credevo di avere tanti amici ma forse erano tutti virtuali e io ho bisogno di parlare con qualcuno.

La mia ragazza mi ha lasciato ed è inutile parlarne con papà, tanto non mi capirebbe e poi è così preso dal lavoro che non ha tempo per altro.

Forse quando aveva la mia età, e veniva da te, tu trovavi del tempo per lui, era pur sempre tuo figlio.

Oggi nessuno ha più tempo per nessun altro.

Che poi, dire la mia ragazza non ha molto significato: mia di chi?

C’è qualcosa che duri più di un battito d’ali?

C’è qualcosa che sia donato in cambio di nulla?

Sembra che una passione intensa debba necessariamente durare poco”

“Vedi, forse abbiamo scambiato il fine con il mezzo e la relazione del Noi ha lasciato il posto al culto dell’Io.

Nella corsa quotidiana abbiamo sostituito l’essere con il fare che ci sembra possa riempire bene il vuoto.

Vuoto che ci fa paura, temiamo che tutto svanisca nel nulla.

Non osiamo dirlo a noi stessi né agli altri.

Se invece che distruggere costruissimo relazioni, non sentiremmo questo vuoto; ci sentiremmo come avvolti tra le braccia di chi ci vuol bene.

I sentimenti intensi possono durare anche una vita intera se sappiamo trasformarli come la vita stessa trasforma noi”

“Ho capito, ma dimmi se hai una ricetta per me, per non star male”

“Invece di una ricetta ti faccio delle domande.

Cosa significa per te l’attesa?

C’è un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha un suo tempo.

Spesso bisogna aspettare.

Siamo però attratti dall’immediato e ci viene concesso.

Qual è allora il valore dell’attesa?

Ti chiedo solo di riflettere non di darmi risposte, verranno col tempo.

Sei disposto a faticare per ottenere, forse, qualcosa?

La fatica raramente viene per scelta, nel tempo l’umanità è riuscita quasi a cancellarla pensando di far del bene a se stessa.

Quando si fa fatica è dura, spesso molto dura e non si ha la certezza del premio.

Da un apparente male però nasce un bene: la consapevolezza della nostra forza e l’affinamento della nostra sensibilità.

Poi voglio parlarti di responsabilità.

Ciò che ci accade di facile pensiamo sia sempre per merito nostro.

Ciò che ci capita di impegnativo sembra sia sempre per causa di altri o del destino, a volte invece è solo perché tocca a noi affrontare quella prova e nessun altro può farlo al posto nostro. Possiamo sottrarci ma toccava a noi.

Anche un privilegio è una responsabilità mentre spesso viene visto come una colpa.

Sono provocazioni le mie e, ripeto, non voglio risposte.

Ti chiedo solo di pensarci”

“Mi vuoi dire, quindi, che per capire c’è bisogno di un percorso?”

“Ripeto che non do ricette, piuttosto pongo un interrogativo: si può affermare che oggi è come ieri e come sarà domani?

No, non è così. Ci sono momenti di discontinuità, di cambiamento, di frattura. Ci sono momenti di comprensione profonda.

Spesso però è come se passasse qualcosa sopra le nostre teste e noi non volessimo accorgercene con la scusa che è troppo in alto.

Viviamo nella dimensione bassa, nella downtown.

Ce ne accorgiamo forse quando saliamo in montagna e ogni cosa assume la giusta dimensione, o forse quando andiamo per mare e riusciamo ad intuire cosa può essere infinito.

La vita è una partita a scacchi con noi stessi che troviamo già iniziata: hanno già fatto delle mosse su di noi.

Detto in altri termini, dipende da cosa vogliamo fare di quello che è già stato fatto: possiamo moltiplicare invece che semplicemente sommare”

“Per cominciare però devo potermi fidare almeno di qualcuno!”

“L’affidabilità è preziosa ed è rara.

Altrettanto rara è la capacità di rispettare le scelte degli altri anche quando ci possono ferire.

Dobbiamo essere sempre pronti ad accettare le sconfitte, ci possono rivelare verità nascoste delle quali non conoscevamo l’esistenza oppure le nascondevamo a noi stessi per timore di affrontarle”

“Sono giovane ma sento di avere già delle cicatrici”

“Nella vita ci sono le cicatrici e ci sono le toppe.

Le cicatrici rimangono a testimonianza, come i segni di un tempo trascorso che rigano il volto e lo rendono bello di una bellezza interiore ineffabile.

Le toppe invece sono un’altra cosa: capita che alcune riparazioni si vedano ma resistano al tempo e al consumo, siano cioè un buon sostegno, un rimedio ad alternative inarrivabili. Possono invece talvolta rivelarsi come soluzione inaspettata e imprevedibile ed integrarsi così bene con l’originale da non essere riconoscibili, creando qualcosa di nuovo che supera e non sostituisce.

Certe cose non finiscono mai, tornano e si ripresentano in altro modo e sotto un’altra forma per ricomporsi con il passato”

“Comincio a capire ma a volte vorrei chiudere il mondo fuori dalla porta”

“E allora pensa ai sogni. La gente cerca sogni e io glieli vendo, diceva qualcuno, ma i sogni più belli sono quelli che noi stessi coltiviamo nel nostro cuore perché sono nostri, filtrati dal dolore e dalla gioia”

“Ero venuto per parlare e per capire ma forse solo per cercare soluzioni o rimedi per anestetizzare il dolore. In poche parole per chiederti di aiutarmi a capire come esser forte, come indurire il cuore per non soffrire troppo e io ti avrei aiutato a riconoscere in me la profondità e la sensibilità dell’animo umano che si pensavano perdute.

E invece esce una persona diversa da quella che è entrata, come se vedessi la realtà da un’altra prospettiva.

Capisco che c’è abbastanza luce se si vuol vedere.

Capisco che c’è abbastanza forza se si vuol trovare.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato”

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