
“Tutti la cercano, tutti la invocano”
“Ma c’è qualcuno che possiede questa dote?”
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“Forse è un’utopia”
“Autorevolezza: labile confine tra autoritarismo e anarchia”
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“La cultura aziendale ci aiuta a capire che non esiste la caratteristica per tutte le stagioni”
“Sì. A volte è preferibile il leader, altre volte il manager”
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“Leader in condizioni di turbolenza, manager in acque tranquille”
“Anche nell’Antica Roma c’era qualcosa del genere”
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“Diciamo che bisogna stabilire quali sono le condizioni al contorno, cioè i condizionamenti e le autonomie”
“In che senso?”
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“Intendo dire che non è irrilevante stabilire quali siano i margini di autonomia, quanto si sia condizionati dal sistema e quanto si sia esposti”
“Vuoi dire che si può essere cortocircuitati nella catena di comando?”
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“Semplicemente, per fare un esempio, in una struttura un po’ anomala come la scuola, se il preside dà ragione agli studenti e ai loro genitori, l’insegnante può essere tagliato fuori”
“Forse andrebbe rivista la collaborazione, il cosiddetto patto educativo. L’unico vero obiettivo devono essere la formazione e l’orientamento, non il numero di iscritti”
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“Comunque anche in azienda ci sono problemi simili”
“Intendi quando i dirigenti esercitano pressioni su funzionari e quadri che però non possono rifarsi su impiegati e tecnici tutelati dal sindacato?”
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“Sì. È quel meccanismo perverso, chiamato ricatto, per cui fare carriera diventa una necessità per chi si trova tra l’incudine e il martello. L’unico modo per togliersi dalle sabbie mobili”
“Brutta situazione”
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“Alla fine, sai come si concludono tutti i corsi manageriali?”
“Dimmi, c’è curiosità perché sembra che imparando le tecniche giuste magicamente tutto si risolva”
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“Vero. Sembra che dipenda da te, che basti usare l’intelligenza emotiva”
“E invece?”
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“E invece alla fine ti dicono di non prendersela troppo, che comunque c’è sempre la via di fuga”
“Come dire che la strada è in salita ma c’è sempre un’auto ad aspettarti!”
