Vivere o Sopravvivere

“È stato detto che siamo passati dalla cultura dei bisogni alla cultura dei desideri da soddisfare e ora non sappiamo più cosa desiderare. Mi viene da dire però che il desiderio non è necessariamente negativo. È così?”

“Sì, è così. Ti dico di più: la mancanza è connaturata nell’umano, il desiderio ha origine in questo presupposto ed è motore della ricerca di altro, ci mette in relazione con gli altri. Se è autentico non invade la libertà dell’altra persona e non cerca le immagini patinate dell’Ego. Diventa fonte di vita”

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“La relazione però ci espone, ci rende vulnerabili. Vero?”

“È talmente vero da poter dire che il problema sta proprio qui perché oggi non c’è più la mancanza, c’è il nulla. Così, in una società nichilista, il desiderio non può più manifestarsi”

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“Spiegati meglio”

“Viene meno la ricerca. C’è un richiudersi su se stessi. Le parole hanno perso significato, stancano, non risolvono il problema. Bisogna riempire questo nulla con qualcosa, non con qualcuno, perché la cosa si lascia possedere. Non me ne posso pertanto privare”

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“Quindi?”

“Quindi se non basta, e non basterà, sostituirò la vecchia cosa con una nuova cosa, nella convinzione che questa rincorsa infinita garantisca la mia felicità e sia perciò la soluzione al mio problema esistenziale”

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“E invece?”

“Invece l’illusione ci riduce a soggetti dipendenti dagli oggetti. Si preferisce la dipendenza dall’oggetto per sfuggire alla dipendenza dall’altro soggetto”

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“Perciò mi confermi che la relazione ci espone e noi la evitiamo?”

“Sì perché l’oggetto dà più sicurezza, diventa il rimedio all’angoscia di vivere, all’angoscia della dipendenza dall’altro”

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“Però così comunque siamo dipendenti”

“Non c’è dubbio. Vogliamo invece tornare ad avere coraggio. Vogliamo riconoscere la nostra insufficienza. Vogliamo tornare a rischiare nella relazione con gli altri. Vogliamo metterci in gioco. Vogliamo metterci in discussione. Vogliamo e possiamo aprirci alla vita”

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“Può essere questa la via d’uscita dal nichilismo?”

“Nasciamo e moriamo soli ma viviamo con gli altri ed è la qualità della relazione la vera cifra della nostra vita. Dobbiamo però accettare anche di poter perdere l’altro, dobbiamo essere capaci di sopportare la nostra solitudine per non appiattirci sull’altro”

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“È questa l’espressione più alta e più nobile dell’amore umano?”

“Certamente possiamo dire che non è solo questione di buoni sentimenti. È questione di vivere invece che sopravvivere. Nella scelta non ho dubbi”

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“E quando invece ciò non accade perché siamo vittime di noi stessi?”

“Si può parlare di amore distorto che rende le persone prigioniere di una libertà solo apparente. Vogliamo invece rispondere alla vita. Vogliamo attraversare la vita. Vogliamo farci attraversare dalla vita. Non vogliamo imprigionarla, vogliamo lasciarla libera anche a costo di perderla. Ti sorride se sente che non vuoi possederla bensì prendertene cura. Così facciamo esperienza di amore autentico, di assoluto, di infinito”

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            “La felicità ha senso solo nella condivisione” (Into the Wild)

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